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giovedì 4 settembre 2014

Lo conosci? Sebastião Salgado

Questo post su Sebastião Salgado è rimasto sepolto in mezzo ad altri per molto tempo. Esattamente da Maggio di quest'anno quando siamo andati a Venezia a vedere la mostra intitolata "Genesi".







Immagini spettacolari in bianco e nero stampate in grande formato.
Salgado è un fotografo documentarista che lavora a progetti di ampio respiro che richiedono molto tempo e dedizione per essere realizzati e che lo portano da sempre in giro per il mondo.
I suoi reportage sono sempre legati all'aspetto sociale e umanitario e anche in questo ultimo lavoro si impegna in modo attivo per (come si legge nel sito della galleria Casa dei Tre Oci) sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.


Tutte le foto di Salgado sono scattate su pellicola passando dal 35mm della sua amata Leica al medio formato della Pentax, fino ad arrivare al digitale con la Canon 1D (anche se nella foto qui sopra ha una 5D). Questa scelta è stata "imposta" da un problema tecnico e logistico. Per realizzare il progetto "Genesi" Salgado ha girato tutto il mondo per gli ultimi dieci anni. Portarsi dietro i rullini fotografici era, oltre che pesante e ingombrante, anche pericoloso. Superare i controlli di sicurezza ai raggi X degli aeroporti metteva a rischio la qualità della pellicola compromettendo lo scatto finale. Sembra che la procedura scelta per avere delle stampe molto grandi e di qualità sia stata quella di scattare in digitale, stampare e rifotografare la stampa con pellicola.

Qualche link:
+ L'agenzia creata da Salgado in collaborazione con Leica dopo aver lasciato la Magnum

Anche questa volta mi sono portato la piccola Olympus per fare due scatti come quando siamo andati a vedere Gianni Berengo Gardin (ve ne avevamo parlato qui). Ammetto che non sono particolarmente ispirate e che metterle accanto a quelle di un maestro dell'agenzia Magnum è un sacrilegio, ma è giusto per dare un riferimento geografico.






Nella stessa giornata abbiamo visto un'altra mostra di un altro grande fotografo: Franco Fontana.
Dal purismo del bianco e nero siamo passati all'esplosione dei colori super saturi.
Ma di questo ve ne parleremo un'altra volta. 

giovedì 24 luglio 2014

L'isola del carciofo e dell'ape

Le gite fuori porta alle volte ti riservano delle piacevoli sorprese e ti regalano storie da raccontare.
Conoscete l'isola di Sant'Erasmo?

© Google

È un posto fuori dal mondo che trasmette una quiete assoluta. È famosa per essere l'orto di Venezia e in particolare per i suoi carciofi.





Quello che non sapevamo andando lì per l'annuale Festa del Carciofo Violetto è che ci si può muovere in auto ma che in realtà l'unico mezzo a motore su ruote (tre, per l'esattezza) è l'Ape Piaggio.


Gara di corsa tra Ape Piaggio

La deformazione professionale mi ha portato a fare una (finta) pagina pubblicitaria sul mitico e intramontabile motorino corazzato!


Ora fa bella mostra di se appesa al muro dello studio, tra il polpo gigante e Han Solo


venerdì 18 aprile 2014

Arriva la primavera e penso subito alle macro

Ci cascano tutti.
Arriva la Primavera e sei travolto da profumi, colori, fiori.
E ti vien voglia di fotografare tutto.


Anche io sono sensibile al fattore "P" e con la mia Canon cerco lo scatto giusto, quello che tra mille può superare la selezione e finire stampato. Non è facile e quasi sempre le immagini che rivedo sullo schermo mi sembrano scontate e banali.
Allora penso: "ma come fanno i grandi a creare quelle opere d'arte partendo dalla stessa materia prima che anch'io ho a disposizione?".
La prima risposta è scontata. Sono bravi.
Hanno il senso della luce, della profondità di campo, della composizione, della materia.
E poi hanno un obiettivo macro nel loro corredo fotografico.

Per capirne un po' di più sulla fotografia macro basta andare in internet e trovate di tutto.
Io vi consiglio di visitare questi due link:
La Fotografia Macro secondo Juza con splendide foto ad esempio
Obiettivi macro con tutta la documentazione tecnica

Nell'attesa di portare a casa un giocattolino nuovo ho fatto delle prove con il 17-55 e il 55-250 aiutandomi con il flash esterno per creare delle atmosfere più particolari.

Un leggero controluce sul flash esterno per avere un lieve effetto luce e flash integrato a bassa intensità per illuminare correttamente il soggetto. 

Un effetto mosso creato con flash e tempo lungo per dare un po' di brio allo scatto.

Disteso sul prato del mio giardino con la Canon 40D e il 17-55, flash in slave mode sul soggetto. In questo modo lo sfondo notturno è totalmente nero e il soggetto è ben definito.


giovedì 21 marzo 2013

Lo conosci? Gianni Berengo Gardin

Siamo così presi dalla perfezione digitale, dalle foto da 20MP scattate a 12500 iso, dai filtri anti rumore, che vedere la grana di una pellicola in bianco e nero di qualche anno fa ci fa specie. Qualcuno potrebbe dire "Ma che bassa risoluzione! Potevano stamparla meglio...".
Le superfici omogenee, ultrabrillanti, dai colori saturi in modo innaturale fanno ormai parte del nostro concetto di foto ed è un'idea difficile da rimuovere.

Ma andiamo con ordine.

Sabato avevamo un appuntamento di lavoro a Venezia e così abbiamo approfittato per fare un giro, scoprire qualche calle a noi ancora sconosciuta, gustare qualche ombra di rosso e andare a vedere una mostra spettacolare:
Berengo Gardin - Storie di un fotografo


La più completa antologica realizzata ad oggi, oltre 130 immagini splendidamente stampate, rigorosamente in bianco e nero e, come dice il timbro apposto sul retro delle sue fotografie, "Vera fotografia non corretta, modificata o inventata al computer".

La grana di cui parlavo prima l'abbiamo trovata proprio su queste foto. In alcune, complici il forte contrasto e l'ingrandimento, faceva apparire l'immagine come un dipinto a china. In altre rendeva i soggetti materici, tridimensionali. Per me è stata protagonista proprio come lo erano quegli "attimi di vita sospesa, senza tempo" (per citare la presentazione della mostra) immortalati dalla pellicola. Una calda emozione!

Non conoscete Berengo Gardin? Niente paura, in rete si trova tutto il suo immenso archivio ma tra queste immagini credo che troverete qualcosa di familiare.







Berengo Gardin è sempre stato contrario all'uso del digitale nella fotografia ed è un convinto sostenitore della foto pura, senza ritocchi in postproduzione. L'unica eccezione l'ha fatta per provare la nuova Leica M Monochrome (ne avevo parlato qui). È uscito in strada, ha fatto due passi e ha scattato questa foto:


Le sue impressioni sono state positive. Le mie, vedendo questa foto, sono di rispetto e ammirazione per un uomo che a 83 anni è così innamorato del suo lavoro e ha così tanta curiosità da volersi mettere ancora in gioco.

La location della mostra è la Casa dei Tre Oci nella poco conosciuta Giudecca, la parte di Venezia staccata dal resto della città e che guarda San Marco immersa in un'atmosfera di straordinaria tranquillità.

Venezia vista dall'alto. La Giudecca è l'onda sotto il pesce.


La facciata della Casa dei Tre Oci (casa dei tre occhi)














Tutte queste foto le ho scattate con la mia vecchia compatta Olympus C5060 in manuale e in RAW.
Fatto che ha rallentato notevolmente il salvataggio e la visione, tanto da non permettermi di ricontrollare lo scatto appena fatto. Sembrava di essere tornato alla pellicola, quando dovevi per forza aspettare sviluppo e stampa per sapere se ne usciva qualche immagine decente. È stato divertente ed emozionante al tempo stesso. In tema con la mostra appena vista.

Alla fine non abbiamo resistito all'acquisto del catalogo (dove, come sempre, le foto non rendono al massimo) e della locandina in formato 70x100 che va ad inaugurare una nuova collezione da mettere in bella vista su questa parete:

A sinistra, più in piccolo, la locandina della mostra "Giorgio Casali" che abbiamo visto a Verona e che merita un post tutto suo. Prossimamente...

Ecco un'intervista dell'anno scorso.